La sindrome di Dorian Gray

Freddo nebbia
strade bagnate
luci gialle calde taverne
notti di catrame
ma pur sempre dorate
notti che non hanno età
scivolo come acqua sporca
fra grondaie di città
l’ anima mia è già alla forca
ma anche oggi il conto pagherà
forse la coscienza
può restarci male
ma ho più vizi che fibra morale
questa decadenza
tristemente teatrale
mi diverte quasi un po’
vivo come attivo astante
l’ assassinio di poesia
ogni impulso impertinente
se represso adesso malattia
non posso rinunciare
alla ricerca del piacere
quando sento un motivetto che fà

Stimola l’ idea
di non negarsi niente
la natura parla chiaramente
quanto più felice
più mi sento buono
ma bontà non sempre felicità
e chiamatemi egoista
non c’è scampo alla realtà
questione di punti di vista
l’ egoismo è personalità
vivo la mia vita come un’ opera d’ arte
bella a scopo di esser più bella
era un ubriaco chi ci ha dato le carte
dimmi poi che senso avrà
sto lontano dagli eventi
e se mi toccano anche un po’
chiudo gli occhi e vado avanti
fino a quando indietro tornerò
salgo su in soffitta
prendo in giro il mio ritratto
e faccio quello che si fa alla mia età

Questo infondo l’ oppio
della mia esistenza
far di tutto quanto esperienza
vivere quell’ attimo
di giovinezza
e farlo eterno finchè non va via
non c’è stato mai un poeta
tanto grande in verità
che abbia scritto tanti versi
senza averli mai vissuti in realtà
non si può domare
questa voglia ti assale
toglie il fiato pulsa nelle vene
fremo come il diavolo
in una bottiglia
sono fiamma viva a prova di fffff
e non c’è un limite ne un freno
voglio fottermi la vita con avidità
e succhiare dal suo seno
tutto quello che lei mi offrirà
che bella sensazione
sto vivendo un’ erezione
che si accende quando sente cantar