La rondine e l’inverno

Lo riconosco
non ho parole
sai che scarseggio in comunicazione
è ancora guasto sai quell’ascensore
che va dal cuore fino al cavo orale
è colpa mia
non c’è che dire
mi sono perso i tuoi particolari
e chiuso fuori ho finto di morire
quando le lacrime sembravano banali

Adesso va tu che sai dove andare
il freddo mai ti ha recato piacere
migra mia rondine verso il calore
starà l’inverno li fermo ad aspettare
la vita che gli passa accanto
lanciandogli un gancio
qualcosa darà
e ancora una volta ingoiando
l’amaro rimpianto lui guarderà in là

Hai apparecchiato
coi tuoi segreti
e nel tuo stile lo hai fatto con cura
ed io ubriaco con le chiavi in mano
non son riuscito mai a beccar la serratura
ma che aspettarsi
da chi fa carriera
nell’universo degli inconcludenti
a muso duro contro ogni barriera
per poi vincente ritirarsi fra i perdenti

Ma adesso va tu che sai dove andare
qualunque posto anche senza un valore
solo fin quando avrò ben chiaro in testa
che una stagione in natura non basta
così disse il rigido inverno
a l’ultima rondine che volò via
le lacrime sotto la pioggia
non fanno in tempo a lasciare una scia

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