La cicala e la formica

Su un ramo rigoglioso
una cicala se ne stava
faceva il suo riposo
e la chitarra ella suonava
un giorno una formica
per caso li passava
colei che da una vita
senza tregua lavorava
gli chiese la formica
che fai mia cara amica?
rispose la cicala
suono e canto la mia vita!
rimase sbalordita
e le richiese incuriosita
cantar non puoi in eterno
di che vivrai in inverno!
adesso suono e canto
e dei versi miei io campo
verrà presto il momento
in cui vedranno il mio talento
vivrò di quel che amo
e son sicura me lo sento
l’ inverno assai lontano
e sarò apposto per quel tempo
ma dai falla finita!
rispose la formica
cantare è la tua vita
ma la mia è solo fatica
noi sodo lavoriamo
se solo tu sapessi
briciole le chiamano
ma pesan come massi
non puoi solo cantare
e vuoi essere al sicuro
devi anche lavorare
se ci tieni al tuo futuro
e bada sei avvertita
conosco la tua sorte
cantando la tua vita
tu abbraccerai la morte
così venne l’inverno
e la cicala sfortunata
andò dalle formiche
moribonda e disperata
ma invano fu lo sforzo
di convincer sua maestà
gridando a più non posso
di concederle pietà
al mondo la mia vita
non interessa affatto
ma vogliono un talento
da cui trarne poi profitto
un mondo di arrivisti
sfruttatori opportunisti
che succhiano al midollo
la passione degli artisti
ma dentro una formica
si volle pronunciare
ognun della sua vita
faccia quello che gli pare
lasciatela alla porta
fin quando non morta
con lei ci nutriremo
per tutto un mese intero