Un bicchiere fra di noi

Parliamo chiaro
non eri la più bella
a dire il vero
non lo eri neanche un po’
e non per cortesia
diciamo più per carestia
quella sera sei finita a casa mia
preparo cena,
candela d’atmosfera
preservativi
un po’ d’incenso e Barry White
con un bel po’ di vino
m’attizza pure il comodino
sono pronto babui…ehm bambina vieni su
ma poi arrivi tu
avvolta in un paltò
che va dal grigio scuro
ai toni del marrò
la pelle cadaverica
color di carta igienica
metto da parte il calice
e mi butto sul Cointreau

tu mi parlavi
ed io ingoiavo i tuoi discorsi
accompagnati
da un Merlot di qualità
com’è successo chi lo sa
fra le tue tante qualità
siamo passati dal consiglio pastorale
a parlare di bukkake e sesso anale
sinceramente
ti facevi interessante
fra incontri al buio
i bagni pubblici e il metrò
e nel parlare un po’ con te
ho realizzato il fatto che
avevi avuto tante donne quanto me
e che fissavo già da un po’ il tuo Décolleté
quel che sembrava essere
una chioma in poliestere
divenne un crine d’angelo
con gli ultimi due shots
sentivo in basso spingere
il tuo piede fra le cosce che
faceva d’antipasto al nostro intimo buffet

tu con un cenno
mi hai detto andiamo a letto
io barcollando
camminavo verso te
tesoro mio ti dico già
posso arrivare sul sofà
non devi affatto cercare proprio là
quel che in effetti puoi trovare pure qua
tu storci il naso
però accondiscendente
ti spogli ed apri
il tuo sipari verso me
sveli due fianchi sopraffini
e due capezzoli piccino
e nel momento in cui eravamo più vicini
io resto ignudo ma dimentico i calzini
ma dopo un’ora che
sfregandomi con te
neppure Gesù cristo
avrebbe fatto poi un gran chè
spiazzato mi giustifico
è stato il tasso alcolico
non va così di solito
non so non è da me

tu scuoti il capo
sorridi, ti rivesti
io da imbranato
ti domando anche il perché
mi dici amore sai che c’è?
esistono altri a parte te
non devi affatto cercare qui da me
quel che in effetti puoi trovare anche da te
prendi la borsa
tiri fuori il tuo rossetto
esci di corsa
non curandoti di me
mi lasci ubriaco sul divano
in compagnia della mia mano
a domandarmi come faccio ed il perché
finisco sempre con il fottermi da me

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